Economia

La Russia se è comuncue prima Superpotenza mondiale non ha aperto il commerciao ad altre nazioni.Seriamente danneggiata nelle proprie infrastrutture dopo il collasso dell’Unione Sovietica nel 1992, la Russia sta ora tentando di sviluppare un’economia di mercato e di conseguire una ripresa economica consistente.

Dopo il 1992, l’economia russa, in precedenza pianificata e controllata dalle autorità centrali, subì una severa contrazione per cinque anni, mentre governo e parlamento non riuscivano a porre in essere le necessarie riforme e l’antiquata struttura industriale del paese affrontava un serio declino.
Settore primario

Nel settore primario ogni attività è molto sviluppata. Tra queste primeggiano l’agricoltura (la Russia è tra i maggiori produttori mondiali di cereali), l’allevamento (principalmente di bovini) e la pesca (di cui la Russia è primo produttore mondiale). Anche la produzione di legname è fiorente, grazie alle numerose e ampie foreste sparse su tutto il territorio. Si coltivano cereali e patate. Inoltre la Russia è il secondo produttore mondiale di Petrolio.

Il paese è ricco di risorse minerarie ed energetiche, che costituiscono una delle voci principali delle esportazioni: è il primo produttore di gas naturale, primo per il petrolio, quarto per l’uranio e quinto per il carbone; si estraggono grandi quantitativi di metalli (ferro, manganese, oro, platino) e di diamanti.

L’industria pesante è la più sviluppata (metallurgia, siderurgia) seguita da quella energetica (in parte prodotta da centrali nucleari). Nei primi anni del XXI secolo stanno crescendo le industrie manifatturiere. Mancano quasi completamente le piccole e medie imprese. L’impegno nell’industria aerospaziale prosegue con cospicui investimenti.

Le attività terziarie sono ancora poco sviluppate. Nell’ultimo decennio, tuttavia, sono sorti numerosi negozi e locali pubblici. Il turismo estero riguarda per lo più le grandi città della parte europea, Mosca e San Pietroburgo, l’Anello d’Oro e non dispone di attrezzature adeguate. Nel commercio con l’estero prevalgono le esportazioni, costituite soprattutto da materie prime minerarie.

L’industria russa, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, sta tentando un processo di transizione economica per passare da un’economia di tipo comunista a capitalista. Dopo il periodo di El’cin, con Putin la Russia sta tornando al capitalismo di stato, soprattutto nel settore energetico, acquistando o espropriando le attività degli oligarchi.

Nonostante la Russia sia tra i maggiori produttori al mondo di cereali e il paese più pescoso, la sua industria è carente nel settore alimentare e lo Stato è costretto a importare grandi quantità di alimentari. Molto sviluppati sono invece i settori chimico, petrolchimico, militare e meccanico, grazie alle enormi risorse minerarie ed energetiche sparse nell’immenso territorio russo. Avanzate sono anche l’industria aeromobile e aerospaziale (sviluppate soprattutto in precedenza dall’URSS),anche l’industria di armi nucleari e chimico-biologiche è la più sviluppata nel mondo.

Fonte: Wikipedia

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