Mosca, trema il Cremlino

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Il Cremlino di Mosca © RuED

Il Cremlino di Mosca © RuED

Sinistri presagi fanno tremare il Cremlino. Nelle viscere della terra moscovita le acque sotterranee si avvicinano alle mura della fortezza per invaderla. E se non saranno fermate, c’è il forte rischio che il simbolo del potere russo subisca gravi danni.

Secondo gli esperti che si sono calati in una buca profonda aperta su via Nikolskaia, a circa 500 metri dalla cittadella, la minaccia strisciante è reale e da non sottovalutare: i flussi sotterranei avanzano inesorabili.

La colpa dell’attacco, confermano gli studiosi, è delle nuove costruzioni edificate nella zona senza criterio che hanno bloccato un corso d’acqua.

La Cittadella si erge sulla riva sinistra del fiume Moscova, sulla collina Borovickij. E’ la parte più antica e prestigiosa della città nonché sede delle istituzioni governative.

Realizzato negli anni 1839-49, Il Grande palazzo del Cremlino viene edificato sul progetto di Konstantin Adreevič Ton che in futuro disegnerà anche la planimetria del Palazzo dell’Armeria.

Con la presa del potere dei bolscevichi e la nascita dell’Unione Sovietica, il palazzo diventa uno dei simboli del nuovo Impero.

Tanto che le aquile bicipiti sulla sommità delle torri principali (Spasskaja, Nikolskaja, Troickaja, Borovickaja e Vodovosnaja) vengono sostituite con stelle a cinque punte di rubino.

La fine dell’Urss è anche la fine della bandiera rossa, ammainata per lasciare il cielo al tricolore orizzontale della Russia. Quella che oggi sventola sul pennone più alto del palazzo in pericolo.

Ciò che non è riuscito a Napoleone, che aveva dato ordine di struggere il Cremlino, minandolo, sembra oggi fattibile da un avversario più potente: la Natura.

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